Ordinanza interlocutoria n. 19900/2024: le SS.UU. decidono per il rinvio a nuovo ruolo (Cassazione civile sez. un. – 15/03/2025, n. 6943)
Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione sono tornate ad occuparsi di un tema cruciale per il settore bancario e i contratti di mutuo: la validità delle clausole che determinano il tasso d’interesse sulla base dell’indice Euribor, in relazione all’intesa restrittiva della concorrenza accertata dalla Commissione Europea per il periodo 2005-2008.
Al centro dell’ordinanza interlocutoria n. 19900 del 19 luglio 2024 vi sono due interrogativi fondamentali.
Il primo interrogativo verte sulla questione se un contratto di mutuo fondato sul parametro Euribor per il calcolo del tasso d’interesse possa essere considerato direttamente influenzato dall’intesa anticoncorrenziale, anche se la banca mutuante non vi ha partecipato o non era a conoscenza dell’illecito.
Il secondo interrogativo, invece, si focalizza sulla questione se la manipolazione dell’Euribor costituisca motivo di nullità della clausola per indeterminatezza dell’oggetto, oppure esso rilevi esclusivamente quale vizio del consenso ovvero quale possibile causa di danno per le parti coinvolte.
In una materia già così complessa è anche entrata a gamba tesa la Corte d’Appello di Cagliari, la quale ha richiesto alla Corte di Giustizia UE di chiarire un’ulteriore questione pregiudiziale e, precisamente: «se dalla violazione dell’art. 101 TFUE, accertata dalla Commissione Europea e confermata dalla Corte di Giustizia, discendano effetti sui singoli contratti stipulati dagli utenti finali e se tali effetti siano rilevanti soltanto per il mercato dei derivati oppure riguardino tutti i rapporti giuridici che abbiano fatto applicazione dell’Euribor oggetto dell’intesa restrittiva della concorrenza».
Considerata la complessità delle eccezioni sollevate, le Sezioni Unite, con ordinanza interlocutoria n. 6943/2025, hanno ritenuto necessario rinviare la trattazione del ricorso connesso alla manipolazione Euribor, per procedere ad un ulteriore approfondimento a seguito di un definitivo chiarimento da parte della giustizia europea. La decisione delle SS.UU. è comprensibile poiché tale questione risulta di fondamentale importanza sia per gli operatori di settore che per i debitori (soprattutto, ndr), in quanto potrebbe avere ripercussioni significative per migliaia di contratti di mutuo.